Koselig #200 - i padroni del vapore reprise
E se domani Meta, Google, Apple, Amazon e Microsoft scomparissero?
Dovrei dirlo più spesso, con più forza e più chiarezza: io insegno a conoscere le piattaforme digitali, AI compresa, non per usarle come previsto, ma per usarle come strumenti per fare la rivoluzione. Internet così com’è adesso è un mezzo di produzione del sapere espropriato per la sua stessa natura, come se tutti adesso avessimo una rotativa in tasca. Hai mai pensato che la possibilità di pubblicare il tuo pensiero quasi gratis è un diritto? Io sì, perché è un diritto che ho avuto troppo tardi. Prova a pensare di non averlo più, da domani.
Dovrei fare più spesso discorsi politici perché altrimenti anche le mie parole rischiano di essere infelici (qui se vuoi approfondire in che senso) o, ancora peggio, paralizzanti. Perché se qualcuno dice qualcosa di complesso e articolato senza un’intenzione o una chiamata all’azione possono succedere due cose: o è molto chiaro cosa fare oppure questa affermazione è paralizzante. La mia intenzione è: hackeriamo il sistema. Usiamolo per fare quello che vogliamo noi, non quello che vogliono loro. Che sia la scuola, Facebook, ChatGpt o una vacanza: nessuno ci obbliga a seguire la riga tratteggiata, anzi (sull’anzi apro una parentesi più professionale su cui tornerò, per ora mi accontento di dire che non conosco nessun creator o autore degno di nota che si è fatto sentire seguendo le istruzioni di qualcun altro).
Ho parlato di queste cose durante Artificially Informed, a Milano e soprattutto durante la presentazione di E poi arrivò DeepSeek a Internazionale a Ferrara, il giorno della grande manifestazione per la Flotilla. Ho ancora paura di usare la mia voce politica ma la paura non è una buona scusa. E poi ho finito Diluvio, un romanzo che mi ha fatto felice per il semplice fatto di esistere: che qualcuno abbia potuto pensare di scriverlo, che qualcun altro lo abbia pubblicato e che in tanti lo abbiamo letto e amato (io avevo quasi desistito ma per fortuna mi hanno fatta rinsavire).
Di Diluvio dirò una cosa che ha molto a che fare con il motivo per cui ho scritto E poi arrivò DeepSeek (che parla relativamente poco di DeepSeek), cioè uno dei grandi equivoci talmente comodi che a me fanno sospettare che ci sia una regia dietro. L’equivoco è che i padroni del mondo, oggi, siano le piattaforme tecnologiche. Nasce dal fatto che sì, i loro padroni sono tra gli uomini più ricchi del mondo e sì, le aziende tecnologiche sono tra le prime per capitalizzazione di Borsa. Ma non sono loro che hanno in mano i nostri destini e il destino della nostra sopravvivenza su questo pianeta. Ne ho già parlato qualche mese fa, ma mi ripeto volentieri. Le persone che decidono del nostro futuro non hanno un nome o un volto e i loro servi sciocchi si prestano volentieri a prendersi le colpe (e la fama).
In Diluvio i destini del mondo sono in mano, esattamente come nel nostro mondo non narrativo, ad aziende produttrici di energia (e di CO2), a banche, assicurazioni e produttori di armi e di software di spionaggio (quelli che sembrano spaventare molto meno degli algoritmi pubblicitari, tutti spaventati da Meta, pochi da Palantir). Ci sono le piattaforme tecnologiche, ovviamente, e l’AI viene usata per indagare e controllare; i social media sono fruiti da visori e questo non aiuta le persone a rendersi conto di quel che succede. Ma per Markley AI e realtà virtuale sono, esattamente come per me, strumenti al servizio del potere, a meno che non vengano usati per lottare (e qui non dico niente per non spoilerare). Continuerò a dirlo, ma tu pensaci: se domani Meta, Google, Apple, Amazon e Microsoft scomparissero, se domani chiudessimo Internet, i nostri problemi resterebbero tutti lì dove sono, intrappolati nell’atmosfera terrestre. E non avremmo modo di seguire le mille flotille che spero continueranno a partire, ma neanche di organizzarci velocemente per scendere in piazza e neanche di documentare cosa succede, una volta scesi in piazza. Pensi che senza il diritto di confrontarci in pubblico come e quando vogliamo avremmo bisogno di meno energia, di meno dataset, di meno potenza di calcolo? È un’illusione, perché se c’è un consumo gonfiato e alimentato ad arte è quello e lo sarà finché non chiederemo altrimenti. Dietro ogni nostro comportamento non ci sono tanto bit e dati, ci sono ancora e ancora per molto ci saranno fili elettrici, autostrade e container. Non farti incantare da chi li nasconde parlando di smaterializzazione: il potere è ancora quasi tutto nell’energia che usiamo per fare tutto il resto.
Seminari e corsi autunnali (a pagamento e non)
dal 18 settembre, online, i corsi di Lucy: Nuove Mappe Tech (la mia mappa sarà il 9 ottobre dalle 18:30 alle 20:30)
10 ottobre, Genova, BIG!
24-25 ottobre, Bari, LaContent Storytelling Festival
Libri
Avevo bisogno di qualcosa di completamente diverso e ho iniziato a leggere il primo libro di María Oruña, Il porto segreto. Per ora, al netto di qualche intensità di troppo, mi piace.
Serie tv
Criminal Minds (13), Dieci Capodanni (miniserie), Star Wars Andor (1), Rizzoli & Isles (2), Cold case (1), Working Moms (4), Foundation (1), Vera (2)
Serie abbandonate (per ora)
M, il figlio del secolo (1), Silicon Valley (1), High Potential (1), Black Mirror (7). Black Rabbit (1)
Serie finite
Agenda corsi
Story Hacking, il mio progetto di formazione & allenamento a bassissimo costo. Sto facendo le grandi pulizie per la Masterclass di 3 ore. Per i nuovi abbonati c’è tutto l’archivio :-)
Stiamo per archiviare e rinfrescare Pronto Soccorso AI, 35 euro, il videocorso per avvicinarsi alle intelligenze artificiali.
Ricordo, soprattutto alle nuove arrivate (grazie!) che i consigli di questa newsletter non sono in vendita, però ogni tanto i libri che leggo mi vengono regalati dall'editore e su molti link c'è un codice di affiliazione, cioè se clicchi e compri io prendo una piccolissima percentuale (e a volte tu uno sconto).
Diventa host su Airbnb (abbiamo bisogno di host veri)
Una box Hellofresh in omaggio
Readwise (app di condivisione di sottolineature)
You need a budget
Nen (gas e luce)
Buon tutto. Grazie di esserci. Mafe
Qui si pratica il femminile sovraesteso e anche una discreta anarchia linguistica



Oso un primo commento da quando ho il piacere di leggere questa “newsletter” ☺️: si scendeva in piazza, si manifestava, si saliva sulle barricate anche quando non esistevano i social o gli strumenti digitali. Da Lisistrata in avanti la “polis” quando esiste davvero trova i canali per comunicare. Con cio’ non voglio assolutamente fare una crociata anti-tecnologica o anti-contemporaneo. Solo aggiungere una riflessione sulla relazione e differenza tra diritti (universali?) rispetto a cio’ che la tekne ci fornisce di volta in volta.
Grazie per gli stimoli al mio pensiero che ogni volta mi arrivano dalla lettura dei suoi scritti!
oserei anche io il primo timido commento, agganciandomi a quello di Rossella Schiavini: non è che ora, dato che abbiamo decinaia e decinaia di opportunità e media per protestare, indignarci e dissentire, in realtà hanno trovato un modo comodo per togliere la gente dalle piazze, e le barricate dalle stesse piazze? Rimanendo nella nostra comfort-bolla tecnologica non è che intanto il sistema si autotutela e si assicura gli spazi per dilatarsi all'inverosimile, fagocitando quel poco di resistenza concreta che incontra man mano che dilaga?
Non lo dico per provocare, anzi, temo solo che ci abbiano addomesticato per benino, e che risulti assai difficile tirare fuori la testa e raddrizzare sul serio la schiena ormai.