Koselig #178 - standin' in the door of the Pink Flamingo
Perché o ci si lascia oppure ci si impegna, che sia una relazione o Internet
Se sei qui, dove per qui intendo con uno smartphone in mano o davanti a un computer, è probabile che tu ti stia chiedendo come comportarti vedendo i potenti della tecnologia schierarsi al fianco di Trump come moschettieri al contrario, opportunisti invece di eroi. Non tutti tutti, ma molti e tra i molti anche qualcuno meno visibile, meno noto, ma comunque rilevante per la salute della democrazia (penso a Mr Oracle, sui cui server e nei cui software vivono i nostri dati). E visto che uno dei motivi per cui Zuckerberg, Bezos, Altman and company si stanno inchinando a corte è avere armi contro le leggi europee (che ci proteggono molto di più di quelle americane, in particolare quella per la privacy) quello che succede ci riguarda ancora più del nostro solito, in quanto provincia dell’impero (o dell’Impero).
Che cosa possiamo fare noi, oltre a mantenere lucidità e spirito critico in questo fiume di shock continui? Possiamo decidere se andare o restare.
Andare via dalle piattaforme di social media, intendo. Tutte, Whatsapp compreso (perché c’è un motivo per cui è difficile capire che è di Meta se non lo sai). Per chi, come me, decide di restare, ho tre consigli non richiesti, eccoli.
Pubblica post interessanti, divertenti, utili, critici se necessario, ma meglio se costruttivi. Non fare polemiche, non giudicare tutto e tutti, non commentare tutto e tutti. Non fate pettegolezzi, ha chiesto Pavese. Non fate troppi pettegolezzi. Se resti, resta per bilanciare verso l’alto il livello.
Usa le piattaforme di social media per creare, rinforzare e arricchire relazioni. Non usarle per i tuoi interessi, perché il modo migliore per realizzare i tuoi interessi è arricchire le reti di cui fai parte. L’opportunismo ti porta nella direzione opposta: hide, block, occhi al cielo (quest’ultima reazione non è tracciabile ma le mie stime la collocano molto alta).
È vero che a queste piattaforme non piace quando le usi per portare traffico altrove, ma questo non vuol dire che tu non debba avere o curare un altrove, dove conservare tutto quello che fai (fossero anche i tuoi pensierini, disegni, ricette). Lo dico da anni, a persone, professionisti, aziende e brand: il sito dove raccogli i contenuti che realizzi dev’essere ancora e sempre il cuore della tua attività e dev’essere di tua proprietà. Se non hai o non puoi curare un sito, può essere il tuo computer. Se qualcosa ha poca importanza e non dev’essere conservato, ha senso pubblicarla?
Lo ripeto: sono cose che puoi fare, se vuoi. Non devi, non devi farle tutte, non devi farle sempre. Vale che tu sia lì per diletto, per lavoro o per ricerca. Arricchisci il tuo tempo, cantava Luca Carboni. Arricchisci il tuo tempo e quello degli altri.
Due post che mi hanno fatto bene al cuore
Sfida su GoodReads: 11 su 108 libri letti
Libri letti
Una vacanza incantevole (il primo libro dell’autrice dei Cazalet, c’è già tutto, acerbo e intenso)
Serie in corso
Killing Eve (4), The Blacklist (10), Criminal Minds (10), The Agency (1), , Disclaimer (1), M, il figlio del secolo (1), The Night Agent (2).
Serie finite
Blacklist. Sono in lutto. Il mondo senza Raymond Reddington e i suoi accoliti è molto meno interessante.
Bulletproof, prima stagione. Amata molto, vado avanti.
Incontri pubblici
Agenda corsi
Story Hacking, il mio progetto di formazione & allenamento a bassissimo costo. Il prossimo incontro è il 29 gennaio alle 17:30, si parte a razzo con gli incantesimi nascosti ogni giorno nella lingua: gli atti linguistici.
Pronto Soccorso AI, 35 euro, un videocorso per avvicinarsi alle intelligenze artificiali.
Shopping
Che cosa ho comprato
dei cappucci proteggi dita dei piedi che funzionano!
Ricordo, soprattutto ai nuovi arrivati (grazie!) che i consigli di questa newsletter non sono in vendita, però ogni tanto i libri che leggo mi vengono regalati dall'editore e su molti link c'è un codice di affiliazione, cioè se clicchi e compri io prendo una piccolissima percentuale (e a volte tu uno sconto).
Diventa host (abbiamo bisogno di host veri)
Readwise (app di condivisione di sottolineature)
You need a budget
Il Mannarino (bombette pugliesi) (sconto di 10 euro)
Nen (gas e luce)
Buon tutto. Grazie di esserci. Mafe
qui si pratica il femminile sovraesteso e anche una discreta anarchia linguistica





Io infatti non sono d’accordo sull’abbandono delle piattaforme: é un atto di resistenza restare e alimentarle in modo pacifico e con contenuti e moderazioni empatiche.
Abbandonarle é come abbandonare una periferia perché ci sono troppe cose brutte e cattive senza fare nulla per dare sostegno a chi invece le abita ma subisce.
Certo, a differenza di un quartiere su una piattaforma anche quella persona ha una scelta, puó andarsene e non subire: ma perché?
Parliamo tanto di solidarietà, di confronto con l’altro, dimostriamolo anche se é difficile. Anche se il post pacato o il commento pacato non diventerà virale, non importa.
Le tracce (digitali) saranno le orme di questa resistenza.
Vado per punti.
1. Vengo dal Substack di Giulia Blasi, ciao e grazie per questo post molto utile
2. Non capisco il secondo punto della lista di consigli non richiesti: cosa intendi quando dici che l’opportunismo ci porta ai block, hide etc.?
3. Sono una lurker da anni e proprio il 20 Gennaio ho sentito il desiderio di tornare ad essere partecipante attiva di alcuni social, con il fine di creare relazioni attorno a temi per me importanti. Mi ha fermato la consapevolezza che nel momento in cui creo contenuto, creo engagement per questi tecno-oligarchi. Però il mio feed è fatto di amici, attivisti, artisti, giornalisti. Neanche sembra Meta, sembra un bel posto! E adesso dove li ritrovo? Come ci ritroviamo? La scrittrice Sarah Shulman è andata via da Instagram e onestamente è una grande perdita, anche perché non ha un suo spazio personale. È tutto andato, sparito, Sorry, this page isn't available. Chissà quanta gente se ne è andata e neanche ce ne siamo accorti.
4. Hai consigli diversi per chi - come me - è lurker?
Grazie.